Principi dello Yoga e Basi Posturali – Cos’è lo Yoga e qual’è il suo ruolo? di Carlos Fiel

Lo Yoga è come un faro illuminato che ci guida per camminare dall’esteriore – con le sue mareggiate e tempeste – verso il nostro interiore, dove si incontra la terra ferma e serena.

Questo articolo è tratto dall’introduzione del libro Principi dello Yoga e Basi Posturali” di Carlos Fiel, testo del Corso di Formazione Insegnanti Yoga.


Cos’è lo Yoga e qual’è il suo ruolo?

L’obiettivo dello Yoga è la calma mentale e la serenità, cioè il poter andare da uno stato di confusione e dispersione verso uno stato di consapevolezza e silenzio.  Si tratta, quindi, di un percorso dalla periferia al centro.

Per farlo, è importante creare una condizione di ascolto e spazio interiore che ci permettano di percepire ciò che si nasconde dietro l’immobilità e quali elementi della nostra personalità reagiscono di fronte ad essa.

Questo presuppone svegliare la sensibilità, esplorare l’intuizione e aprire il cuore in ogni momento della pratica, per giungere attraverso il silenzio allo stato di meditazione.

Questa connessione tra corpo, mente e cuore, è chiamata meditazione e cerca di risolvere, in definitiva, la ribellione del corpo e della mente davanti al dolore, l’ossessione e il pensiero.

Per arrivare a questo stato, lo Yoga propone un processo che consiste nello stabilizzare il corpo, la respirazione e la mente in modo progressivo. In sanscrito, la lingua dello Yoga, si chiama questo processo “sthira-sukha“, che significa “stabile e confortevole“. In più lo Yoga offre una serie di principi e basi posturali come mezzo per percorrere tutto questo processo.

Il proposito di questo lavoro è mostrare questo percorso offerto dallo Yoga volto a sviluppare l’attenzione, la sensibilità e la percezione necessari a regolare il lavoro posturale alla propria realtà, tenendo conto delle difficoltà e dei limiti.

luce: Corso formazione Insegnanti Yoga SadhanaUn punto fondamentale è che i limiti sono presenti per essere osservati, riconosciuti, superati attraverso l’osservazione rilassata e il saper stare con se stessi; non è questione di sforzo ma di presenza e rispetto personale.
Quando questo succede può fiorire la vera progressione nello Yoga: quella che porta verso una miglior conoscenza di se stessi da cui poi aprirsi all’altro come un essere che sebbene sia uguale, mantiene la sua identità.

L’essenza dello Yoga è condurre da uno stato di confusione e dispersione verso uno stato di consapevolezza, centrati su noi stessi. È dire, karmasu kausalan in sanscrito, che significa “vivere in presenza dello spirito”, cioè senza separazione da niente. In questo modo, tutto e tutte le situazioni della vita sono intrise da un sentimento di unità, appoggio, sostegno reciproco e interrelazione. Questo porta un sentimento di inter-essere, cioè, essere in relazione con tutto in ogni istante.

Quello che però impedisce questa manifestazione della consapevolezza è la dispersione, gli automatismi e gli schemi del circuito mentale, che inevitabilmente portano verso l’insoddisfazione o il dolore.
L’obbiettivo dello Yoga è, quindi, interrompere queste concatenazioni o abitudini e frenare le reazioni incontrollate della mente.
Da un altro lato, è chiave sapere che lo Yoga è uno stato e non una forma. In concreto, uno stato di unità.
Gli strumenti abituali di riflessione e il ragionamento non sono sufficienti per vivere l’esperienza di questo stato interiore.

Regolare

Lo Yoga è, un mezzo per regolare le funzioni psichiche quindi si chiariscono i pensieri e si migliorano equilibrio, intelligenza e salute. Le parole e le azioni si fanno più giuste e si scopre una faccia della vita dove la persona si fa più consapevole delle cose e si mostra più disponibile davanti al prossimo.

Non dimentichiamo che il fine essenziale dello Yoga è la vita – la propria vita – partendo sempre dalle necessità di ognuno. Lo Yoga è, semplicemente, un buon mezzo per accettarla e comprenderla.

Il filosofo argentino Juan Josè Sebreli, difensore del pensiero razionale, afferma che per lottare contro i dogmatismi e i fondamentalismi è necessario difendere i valori prima di qualsiasi altro principio.  Si tratta della libertà e dell’uguaglianza. A suo giudizio, è necessario recuperare l’umanesimo, questo è porre il soggetto e l’universalità al di sopra delle strutture e dei collettivismi.

Infatti, l’Hatha Yoga è una scienza che aiuta a riconoscersi come essere umano attraverso l’azione. Lo fa generando uno stato di calma e allerta che permette di conoscere la mente. I mezzi di cui si serve sono precisi e il primo è Asana, intesa come lo sviluppo della consapevolezza a livello corporale che si produce comprendendo le sue tensioni ed i suoi stati.  Gli effetti di Asana si accentuano con il mezzo seguente: Pranayama, che è, la consapevolezza dell’allungamento respiratorio. Asana e Pranayama conducono progressivamente a sviluppare lo stato di meditazione o Dhyana, che consiste in un ampia presa di consapevolezza.

Karmasu Kausalan: essere in presenza dello spirito

Il fatto è che lo Voga come arte, richiede una visione globale della vita. Se accettiamo che “sono io colui che crea il mio universo” si assume che il proprio pensiero è il creatore del proprio universo.

Lavorare il modo di pensare è quindi primario, poiché nel pensiero risiede l’origine di ogni attività e la relazione con il silenzio creatore di tutta l’esistenza. Questo è “andare dalla periferia verso il centro“: riconoscere la propria realtà e agire attraverso la comprensione, il silenzio o l’interiore.

Il silenzio e calmare la mente reattiva dona, così, elementi essenziali durante la pratica dello Yoga.

Come fermare la mente condizionata e impregnarla della osservazione silenziosa, imparziale e piena di amore che ci permette di unirci al flusso della vita? Dice il Libro del Tao che “è il vuoto che crea il pieno“, così che è importante ricreare il proprio spazio intuitivo che si manifesta in questo vuoto di silenzio unificatore.

Il proposito proposito di questo lavoro è mostrare i percorsi che offre lo Yoga per sviluppare la consapevolezza.

Vincolo

Oggi, tanto la fisica come la medicina e la spiritualità sostengono che esiste un legame indissolubile tra materia, energia e consapevolezza. La condizione fondamentale affinchè questi tre aspetti si integrino è raggiungere uno stato di vuoto, calma o serenità e che tanto l’energia come la consapevolezza circolino liberamente. Il far si che questa energia possa superare qualsiasi tipo di blocco o limite richiederà una comprensione integrale e meditativa, non solo razionale.

I passi pedagogici dello Yoga servono, infine, ad apprendere a centrare la mente e creare le migliori condizioni fisiologiche di ascolto.

In questo modo, nella pratica dello Yoga si creano le basi di consapevolezza corporale che vanno preparando il praticante a canalizzare la sua energia spirituale verso il suo centro. Da qui è possibile creare una cura globale dell’umano, andando così da uno stato di dispersione ad uno stato di centratura.

In ogni caso, l’essenziale è la libertà, cioè, l’adattabilità della pratica dello Voga alla realtà fisica, mentale o emozionale di ogni persona. Questo aspetto di atemporalità e universalità dello Yoga rivela il suo rispetto per il modo di essere di ogni individuo. Lo Yoga è prima di tutto l’esperienza di uno stato di unità; però i mezzi da impiegare per realizzare questo stato saranno differenti per ogni persona, rispettando cosi la sua realtà e il suo sentire.

Hatha Yoga è la via del corpo e di come tutto si impara attraverso di essa.

Hatha Yoga La via del corpoD’altra parte, lo Yoga è uno stato che per essere sperimentato richiede di abbandonare le abitudini fisiche e mentali, quelle di riflessione e speculative. È uno stato che non si può insegnare, solo vivere e trasmettere come una catena (paramparâ), in modo ininterrotto (anucana).

Da un punto di vista filosofico, lo Yoga si appoggia nella tradizione mistica della non dualità o Advaita Vedanta, in cui gli opposti non si escludono ma sono complementari. Nella concezione dello Yoga esiste, così, una dualità integrata, composta da Purusha (spirito) e Prakriti (natura). Entrambe coesistono e conformano la grande realtà. Questo significa che, per lo Voga, in ogni individuo esiste una realtà trascendentale che non cambia (Purusha). Viene chiamato anche il testimone o osservatore interno. Ognuno sperimenta una realtà in costante cambiamento e qualsiasi identificazione con essa fa soffrire (Prakriti). Secondo lo Yoga, è necessario apprendere a situarsi in questa realtà trascendentale del testimone con la pratica e sviluppando la propria saggezza. Riguardo alla natura in cambiamento, lo Yoga invita a sperimentarla e a distaccarsi da questa.

Il messaggio principale dello Yoga è, quindi, che ognuno possa realizzare se stesso attraverso la vita e la realtà delle cose; non allontanandosi da lei.

Questa idea si lega con un’altra tradizione filosofica, quella del buddismo Mahayana, che afferma che la persona incontrerà il piacere di vivere osservandosi e accettandosi in ogni piccola azione.

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